Ci sono luoghi che fanno da cornice agli eventi e altri che, quasi senza accorgersene, diventano parte dell’emozione che si sta vivendo. Castro, per me, è stata questo.
Presentare “Resto per Amore” nella straordinaria cornice dell’area degli scavi archeologici di Castro, davanti alla bellezza senza tempo di un luogo capace di custodire storia, silenzio e meraviglia, è stata un’esperienza che difficilmente riuscirò a dimenticare.
Raccontare un libro significa inevitabilmente raccontare qualcosa di sé. Ma raccontare la storia che vive dietro le mie poesie, ripercorrere le emozioni, le persone, gli incontri, le ferite, gli affetti e quei frammenti di vita dai quali sono nati i versi, ha provocato in me un’emozione persino più intensa di quanto avessi immaginato.
E forse il dono più bello della serata è stato proprio questo: alzare lo sguardo dalle pagine e ritrovare quella stessa emozione negli occhi delle persone presenti. Perché in quel momento le poesie hanno smesso di essere soltanto mie. Sono diventate ricordi, pensieri e sentimenti nei quali ciascuno, in qualche modo, ha potuto riconoscere una parte di sé.
È questo, probabilmente, il senso più autentico dello scrivere: affidare una propria emozione alle parole e scoprire che, arrivando agli altri, quelle parole riescono a diventare anche un po’ loro.
Il mio grazie più sincero va alla Pro Loco di Castro, per aver organizzato e reso possibile questa splendida serata, per l’accoglienza, la disponibilità e la cura dedicata a ogni particolare.
Porterò con me Castro, la magia di quella cornice, i volti, gli sguardi, gli applausi e soprattutto quel silenzio particolare che nasce quando le parole riescono davvero ad arrivare al cuore.
“Resto per Amore” quella sera non è stato soltanto un libro presentato. È diventato un’emozione condivisa.
E credo non potesse esserci luogo più bello per viverla.